È DI NUOVO TEMPO DI CATACOMBE E DI CARBONERIA?

Gli attentati di fine anno hanno chiuso un 2016 tragico per il mondo, per il mondo occidentale e per l’Italia.

Il terrorismo è una delle componenti della tragedia che stiamo vivendo, ma la partigianeria ottusa, il populismo disonesto (che sfrutta i problemi dei più provati e dei più deboli per la vanità e l’interesse di pochi furbi) con la conseguente ‘post-verità’ (ovvero le balle spacciate e accettate per vere) ne sono le altre componenti fondamentali.

Questa tragedia è comune, grosso modo, a tutto l’occidente. L’oriente ne sembra immune e i problemi che la Cina, il Giappone, la Corea, l’India, il Sud Est Asiatico, sia pure diversi tra loro, sembrano essere importanti, ma sicuramente non tragici.

Il medio oriente ha sì invece problemi gravissimi, molti dei quali innescati da errori strategici dell’occidente, ma comunque riconducibili all’assestamento politico e geopolitico di un’area che – quando vorrà e potrà – avrà di fronte a sé la possibilità di crescere e svilupparsi.

America Latina, Africa e Oceania hanno oggettivamente problemi seri o gravi, ma di un ordine di grandezza inferiore rispetto a quelli degli altri continenti.

Quindi il vero malato strategicamente grave è l’occidente.

Personalmente ravviso in questa patologia i sintomi di un declino probabilmente irreversibile della civiltà occidentale con i suoi valori fondanti di liberté, egalité et fraternité.

Dando oramai per acquisiti i diritti di liberté, egalité et fraternité, le uniche possibili idee o visioni che i popoli dell’occidente possono assumere, per trovare un collante comune che faccia superare gli interessi particolari, sono il buon governo e lo sviluppo economico.  Gli attuali sistemi di governo occidentali, sia pure diversi, ma figli dei valori fondanti, non sembrano in grado di generarli soprattutto sotto lo stress generato dai subbugli dell’immigrazione.

Questo fenomeno, secondo la mia osservazione, è di atto da decenni, con velocità e gravità diverse a seconda dei paesi, e non credo che potrà cambiare la sua tendenza generale (salvo brevi inversioni locali). Non potrà cambiare perché – in un certo senso – l’occidente ha finito la sua spinta propulsiva che l’affermazione dei suoi valori fondanti (liberté, egalité et fraternité) gli aveva dato. Il resto del mondo li ha fatti propri, magari con varianti locali, e li sta utilizzando come riserva di energia per il proprio sviluppo e la propria affermazione geopolitica.

L’occidente, se vuole uscire dal declino, deve inventarsi qualcosa di nuovo. Un’idea di società più avanzata che faccia tesoro dei risultati raggiunti, ma che tenga anche conto dei cambiamenti – positivi e negativi – che la tecnologia sta portando.

Oggi i bisogni dei popoli occidentali sono molto più in alto sulla scala di Maslow di quando trovarono risposta in liberté, egalité et fraternité. Quei tre valori plasmarono lo stato democratico moderno. Oggi il più diffuso bisogno di autorealizzazione richiede probabilmente uno stato con un paradigma completamente nuovo.

Una riflessione di questo tipo non mi sembra di vederla in corso. Credo anche che abbia bisogno di tempi lunghi e lunghe maturazioni. Probabilmente dovrà essere fatta al di fuori della lotta politica contingente: il bisogno di vincere consensi oggi per governare subito castrerebbe inevitabilmente la necessità di cambiamento o cambiamenti radicali che una idea di società avanzata per il XXI secolo probabilmente richiederebbe.

Per questi motivi mi chiedo, anzi ne sono convinto, se non occorra che un gruppo 0 gruppi di persone, sinceramente interessati al futuro della nostra società, dedichino tempo ed energie a queste riflessioni, ma in silenzio e in un certo senso in segreto. Non per fare una società segreta, ma per evitare che i lavori vengano strumentalizzati o, peggio, condizionati dai “tempi bui” che stiamo vivendo.

Se questo lavoro dovesse partire, come spero, sarà lungo, lunghissimo. Occorrerà creatività per creare veramente nuove idee, intuizione del futuro, realismo per leggere la realtà senza filtri ideologici, coraggio nel proporre meccanismi nuovi.

Peraltro i valori moderni dell’occidente hanno incubato dall’Umanesimo, al Rinascimento fino all’Illuminismo: tre o quattro secoli. Forse, per come la nostra società è accelerata, si potrà impiegare meno tempo, ma saranno comunque decenni.

È quindi tempo di iniziare.